Notizie di cronaca nelle Marche
Giovedì, 06 Agosto 2009 02:00

Folklore russo a Villa Fermani di Corridonia

È stata una vera e propria festa dedicata al folclore russo quella che si è tenuta sabato 1 agosto al Parco Villa Fermani di Corridonia con lo spettacolo del Gruppo di danza popolare russa Razdole di Lipetsk che si è esibito su musiche tradizionali con costumi tipici.
"Sono davvero soddisfatto, la manifestazione ha richiamato in città moltissime persone. Dopo decenni -ricorda l'Assessore alla Cultura e Turismo Massimo Cesca - a Corridonia si è dato avvio ad un piano di valorizzazione e presentazione a livello nazionale ed internazionale della Città, con positive ricadute culturali ma anche e soprattutto sociali ed economiche. Inoltre grazie ai rapporti di amicizia, passione e lavoro che stiamo mettendo in pratica nel nostro modo di Amministrare, queste iniziative sono state realizzate praticamente senza oneri economici per i contribuenti. Quasi miracoloso. Grazie a questa manifestazione, inoltre, abbiamo preso contatti con personalità di rilievo del mondo della cultura russa che intendono attivare importanti collaborazioni con Corridonia. ”.

Il Festival Giovane Cultura Russa 2009, promosso dalla Giunta regionale delle Marche, è stato ospitato a Corridonia con l'intento di rafforzare i rapporti sia di amicizia culturale che economica tra le Marche, Macerata e Corridonia con la Russia.

 

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Mario Ulissi, il motociclista settempedano che in sella ad una Ktm 650cc ha deciso di raggiungere la Cina partendo da San Severino Marche, ha già superato i confini dell'Ucraina e si appresta ad entrare in Russia. La sua impresa ha preso il via ufficialmente sabato 1 agosto durante la diretta del Tg3 Itinerante delle Marche da Elcito. Il sindaco di San Severino, Cesare Martini, ed il giornalista di Rai3, Maurizio Blasi, hanno simbolicamente tenuto a battesimo questa sfida che porterà, probabilmente entro settembre, Ulissi fino a Pechino per un motoraid che il protagonista ha ribattezzato come un “Viaggio sulla via della seta”. Accanto ad Ulissi, non nuovo a simili esperienze, anche il compagno di avventura Mauro Re, commercialista residente in Abruzzo. A 61 anni compiuti, il grande Mario ha deciso di farsi un regalo: “Percorrere 14mila chilometri non è un gioco da ragazzi – aveva affermato poco prima della partenza – ma sento che lo spirito d'avventura mi aiuterà in questa grande impresa facendomi superare ogni sforzo ed ogni difficoltà”.
Sponsorizzato dal Comune di San Severino Marche e dal Moto Club Settempedano, il centauro dalla Russia scenderà in Kazakhstan passando per Astrachan e costeggiando il Mar Caspio e di qui giungerà sul lago Aral. Il viaggio proseguirà in Uzbekistan e poi in Kyrgyzstan per poi tornare in Kazakhstan e proseguire in direzione Russia per raggiungere la Mongolia. Nell'ultimo tratto Ulissi, insieme a Re, attraverseranno una parte del famoso deserto dei Gobi in direzione Ulanhaatar e da qui si dirigeranno verso Pechino.
 

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“ Già da tempo – afferma Giuseppe Mazzarella, imprenditore maceratese Presidente Nazionale di Confartigianato Moda – abbiamo messo in evidenza come il carattere sistemico della crisi in atto necessitasse , oltre che di nuove regole per la finanza, il commercio internazionale e la dimensione globale della governance, di urgenti interventi a sostegno della produzione nelle filiere produttive. Tra queste ultime, quella del “TAC” rappresenta ancora un patrimonio economico, sociale ed occupazionale insostituibile, costituendo una parte rilevante dell'economia nazionale e, soprattutto, regionale (5.161 imprese artigiane che danno lavoro a 16.400 dipendenti) e provinciale (1.477 le imprese, 4.900 i dipendenti), e nella quale le imprese artigiane e le piccole imprese rivestono un ruolo primario: la capacità propositiva del “made in Italy”sta ancora oggi nella forza della rete composta da tante piccole e piccolissime imprese di subfornitura che permette alla filiera stessa versatilità ed integrità. Il sistema “TAC” ha saputo reagire alla grave crisi che lo ha colpito negli anni 2001 – 2005 trovando nuove occasioni di crescita nell'innovazione di prodotto e di processo, nella specializzazione produttiva, nell'innalzamento della qualità dei prodotti edei servizi, nella valorizzazione dei marchi, nell'allungamento delle filiere alla fase distributiva, nell'internazionalizzazione. Ora però la pesante, nuova, profonda crisi che stiamo vivendo e le dinamiche messe in campo dalle imprese committenti le quali, per non ridurre i propri margini, scelgono di delocalizzare in tutto o in parte le proprie produzioni, rischiano di smantellare questa filiera a partire dai suoi anelli più esposti, indebolendo tutto il sistema e facendo perdere quell'appeal e quella forza che ancora oggi il “made in Italy” ha nel mondo. Le imprese committenti che hanno delocalizzato e delocalizzano si assumono la responsabilità di depauperare il territorio di una lunga tradizione nel “saper fare” e di un patrimonio di competenze, di professionalità, di cultura e di know how ingente, nonché di un sistema di maestranze altamente qualificate in grado di realizzare i prodotti più ricercati ed innovativi. Allo stesso tempo esse privano irrimediabilmente il territorio della sua coesione sociale oltrechè di ricchezza (riduzione gettito per imposte, tasse e tributi).Ben accetta dunque la recente legge regionale (che ha recepito le sollecitazioni provenienti dalle associazioni artigiane di categoria, Confartigianato “in primis”) che revoca i contributi alle aziende che delocalizzano tutta o parte della produzione e che non mantengono le unità produttive per almeno cinque anni, così come ben accetta la legge nazionale sul “made in Italy”, per la quale ci siamo battuti per diversi anni, con la quale vengono finalmente fissati criteri seri e rigidi, a tutela anche e soprattutto del consumatore. E proprio su questa legge – conclude il presidente Mazzarella – voglio appellarmi alla classe politica: è stato fatto un buon lavoro, ora però vogliamo l'impegno di tutti affinché non vi siano “colpi di mano” col tentativo magari di modificarla e renderla così inefficace. Alcune “lobby” certamente tenteranno di farlo, ma occorre vigilare affinché ciò non avvenga “.

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Mercoledì, 05 Agosto 2009 02:00

Scuole, nuovi lavori a Cingoli e Sarnano

La Giunta provinciale di Macerata ha approvato due perizie tecniche predisposte dal settore edilizia scolastica finalizzate a migliorare spazi e sicurezza in altrettante scuole: l'Istituto professionale ad indirizzo alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli” e l'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato “E.Rosa” di Sarnano.
Relativamente alla scuola di Cingoli, i lavori - da realizzarsi prima dell'inizio del nuovo anno scolastico - consistono nel rifacimento di alcune “tramezzature” e nel recupero di ulteriori spazi per la didattica nello stabile di via del Podestà connesso con quello via dei Filati.
Nell'Istituto di Sarnano, la perizia approvata dalla Provincia riguarda lavori complementari a quelli già appaltati di miglioramento sismico, sicurezza, igiene e di prevenzione incendio, tra cui la coibentazione del tetto dello stabile.
Complessivamente la spesa autorizzata dalla Giunta provinciale ammonta a circa 125 mila euro, finanziata con economie registratesi in sede di appalto.

 

Nelle foto, l'Ipia di Sarnano
 

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Nel momento in cui l'Aquila e altri paesi si accingono a gestire la ricostruzione, l'Anci Abruzzo, Marche e Umbria hanno organizzato a Fabriano un seminario per continuare la collaborazione avviatasi subito dopo il sisma abruzzese. Gli interventi dei relatori hanno messo in luce il modello di ricostruzione utilizzato nelle Marche e nell'Umbria, che ha reso protagonisti i sindaci e le istituzioni, instaurando un rapporto di fiducia con i cittadini.
Il presidente Anci Marche, Giorgio Meschini e il rappresentante dell'Anci Abruzzo, Silvio Ranieri, hanno sottolineato che i punti di forza della ricostruzione nelle due regioni sono stati il decentramento, attraverso il ruolo giocato dai Comuni, il coordinamento ad opera delle Regioni, la trasparenza delle attività che non ha conosciuto scandali e l'iniziativa dei privati nel formare consorzi. Luigi D'Angelo, ingegnere dell'ufficio Emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, ha sottolineato che “ogni emergenza vive delle pagine proprie e il confronto con le esperienze precedenti fa aprire una piattaforma di lavoro utile per l'Abruzzo. L'Anci è stata fondamentale nel trasferire le informazioni ai 56 Comuni interessati dal sisma, illustrando le azioni poste in essere dal Dipartimento nazionale”. Accorato, invece, l'appello del presidente Anci Abruzzo, Antonio Centi, ex sindaco dell'Aquila, nel poter realizzare “una ricostruzione non velocissima in quanto questa potrebbe far perdere l'identità qualitativa della città andata distrutta. La soluzione di distribuire su circa 30 chilometri quadrati le nuove abitazioni, che prima erano situate nell'agglomerato del centro urbano, potrebbe provocare grosse difficoltà sociali tra la popolazione”. Centi ha proposto al governatore Spacca di prendere in considerazione l'Ape (Appennino Parco d'Europa), progetto che opera sulla previsione e prevenzione dei rischi, mitigando così i danni di un territorio fragile. Infine, ha fatto un apprezzamento alle organizzazioni di volontariato di tutti i Comuni d'Italia che ogni anno s'incontrano ad Ancona al convegno “Codice Rosso” per discutere e pianificare le loro attività che poi sono state messe in atto in maniera energica durante il sisma abruzzese. Anche l'assessore provinciale dell'Aquila, Pio Allevi, ha voluto ribadire il concetto di Centi sul fatto che forse “c'è troppa fretta per la ricostruzione in Abruzzo. Il decreto legge emanato dal Governo nazionale il 28 aprile scorso, convertito in legge, non decentra i poteri, ma li accentra. La legge deve essere modificata in quanto la Provincia non ha alcuna delega eppure è proprietaria di strade e scuole”. Anche Allevi, in conclusione del suo intervento, ha elogiato il modello utilizzato dalle Marche e Umbria soprattutto nei modi e nei tempi della ricostruzione. (a.f.)

 

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Martedì, 04 Agosto 2009 02:00

Ancora la grande musica al Camerino Festival

Proseguono con successo gli appuntamenti del Camerino Festival, rassegna internazionale di musica che dopo la fortunata apertura con il M° Nicola Piovani ha offerto due splendide serate cameristiche con il Trio di Parma e il duo Lonquich-Barbuti, cui hanno partecipato i molti ospiti del convegno di fisica e del seminario di architettura presenti in questi giorni in città e i tanti cultori del genere classico provenienti, come ogni anno, da ogni parte della regione e oltre per godersi concerti di rara bellezza.

“Sabato 8 agosto – dice l'assessore alla cultura e al turismo Gianluca Pasqui - il Camerino Festival si sposterà nella suggestiva cornice del Castello di Lanciano, precisamente nella Galleria dell'Antinori, dove un trio davvero speciale composto da Massimo Lonardi (arciliuto), Matteo Mela (chitarra barocca) e Lorenzo Micheli (tiorba), presenterà un amabile programma dal titolo “La Suave Melodia”, un excursus sulla musica strumentale italiana del Seicento e Settecento - con autori quali Andrea Falconieri, Girolamo Frescobaldi, Domenico Scarlatti, Antonio Vivaldi - da vivere, come ha sottolineato già in conferenza stampa il direttore artistico Francesco Rosati - in un clima di perfetta armonia tra architettura e musica barocca”.
Domenica 9 agosto il Teatro Marchetti ospiterà il recital pianistico di Roberto Prosseda, artista salito recentemente alla ribalta internazionale in seguito a una serie di registrazioni DECCA dedicate a capolavori e musiche inedite di Felix Mendelssohn, unanimemente elogiata dalle più autorevoli riviste specializzate. Prosseda presenterà “Romanze senza parole”, un piacevolissimo programma impaginato con alcuni dei più noti Lieder ohne Worte di Mendelssohn, pezzi di circostanza, fogli d'album caratterizzati da una bella melodia e un semplice accompagnamento in arpeggio, inframezzati da raffinati Valzer e incantati Notturni di Chopin, accumunati ai Lieder di Mendelssohn da melodie da serenata, con sostegni armonici in accordi ribattuti o in larghi e vaporosi arpeggi, in cui è massima l'arte della fioritura, delicato cesello a ornamento della melodia.
Il 13 Agosto il Festival si sposterà nuovamente proponendo nella Sala Consiliare il trombonista americano Mike Svoboda con il pianista Fabrizio Ottaviucci; il duo presenterà una serata sulla musica del ‘900; in programma, tra gli altri, Tierkreis - 12 melodies of the star signs, del sommo Karlheinz Stockhausen, tra i più grandi compositori del secolo appena trascorso, ed una interessante versione de Le Grand Tango, di Astor Piazzolla.
Chiuderanno il Camerino Festival, il 18 agosto, Enrico Rava e Stefano Bollani, veri e propri alfieri della straordinaria ed inesauribile stagione del jazz italiano nel mondo, un connubio artistico dove l'improvvisazione si trasforma in poesia allo stato puro.

La segreteria del Festival è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Per effettuare prenotazioni si può telefonare al n° 0737/636041, oppure scrivere all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Altre informazioni sono disponibili sul sito www.camerinofestival.it.

 

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Martedì, 04 Agosto 2009 02:00

'Bici in città' per turisti e settempedani

Si chiama “Bici in città” ed è l'iniziativa che l'Amministrazione comunale di San Severino Marche ha voluto lanciare nell'ambito di un più vasto progetto di mobilità urbana grazie al quale il Comune intende trasferire, su di un nuovo asse viario che dall'area del Ponte Sant'Antonio dovrebbe arrivare fino alla zona commerciale ed industriale di Taccoli, una parte consistente degli spostamenti dai luoghi di residenza verso i servizi (scuola elementare e media inferiore, uffici pubblici, casa di riposo “Lazzarelli”, ospedale “Bartolomeo Eustachio”, cimitero urbano), i luoghi di svago (percorso naturalistico delle grotte di Sant'Eustachio, centro di aggregazione giovanile “Don Orione”, giardini pubblici, piscina comunale, centro sportivo e palazzetto dello sport), ed i luoghi di lavoro (zona industriale Taccoli, centri commerciali Settempeda e Blu Gallery). L'iniziativa è stata inaugurata con una simbolica cerimonia del taglio del nastro ospitata nella centralissima piazza Del Popolo alla presenza, fra gli altri, del sindaco, Cesare Martini, dell'assessore comunale all'Ambiente, Sante Petrocchi, dell'assessore allo Sport, Gianpiero Pelagalli, di quello all'Istruzione, Alessandra Aronne, oltre che dello sponsor, l'impresa Edil Costruzioni di Filippo Poloni e dei titolari delle officine cui è stata affidata la manutenzione dei mezzi.
Il progetto consiste nella messa a disposizione gratuita dei turisti ma anche, e soprattutto, dei settempedani, di 18 biciclette pubbliche che resteranno parcheggiate in piazza Del Popolo davanti alla sede della Pro Loco, associazione che collaborerà nella realizzazione dell'idea. Recandosi in questo ufficio, durante il normale orario di apertura, basterà compilare un modulo di richiesta per vedersi consegnare una chiave che consentirà di prelevare il mezzo dalle rastrelliere posizionate a due passi dall'ingresso del Municipio. Dopo il normale utilizzo delle biciclette si dovrà solo tornare in Pro Loco per restituire la chiave. Questa operazione, va sottolineato, si potrà effettuare anche in caso di chiusura dell'ufficio.
“Al momento le rastrelliere sono state collocate solo in piazza Del Popolo – sottolinea l'assessore Sante Petrocchi che ha pensato all'iniziativa – In un secondo tempo, con la strutturazione del progetto, i mezzi saranno collocati anche in altri punti strategici della città come la stazione, le aree di sosta dei camper, le scuole, i parcheggi ed i giardini pubblici”. “I titolari delle officine che vendono e riparano bici a San Severino – spiega il sindaco, Cesare Martini – hanno già dimostrato grandissima collaborazione e coinvolgimento. L'auspicio è che i settempedani sappiano apprezzare questa proposta e che scelgano di muoversi in centro utilizzando un mezzo comodo, ecologico e silenzioso. Ideale anche per risolvere il problema dei parcheggi. E' per questo che mi sento di augurare una buona pedalata a tutti”.

Nella foto: le bici in piazza Del Popolo
 

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La Regione Marche in prima linea nella difesa attiva del “made in Italy”. L'assessore alle attività produttive Fabio Badiali insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali  ha sollecitato l'impegno del consiglio regionale, del Parlamento e del Governo al fine di attivare nuove misure legislative, per promuovere ed incentivare forme di tracciabilità e certificazione di qualità delle produzioni del sistema moda.
“La Regione è sempre stata fortemente impegnata – ha detto Badiali – nella valorizzazione delle produzioni marchigiane sia in termini di promozione che di sostegno all'innovazione e alla ricerca. Per continuare su questa linea però abbiamo bisogno di poter competere con i nostri concorrenti ad armi pari. Sono quindi necessari maggiori controlli per difendere i nostri prodotti e per salvaguardare i consumatori e i nostri lavoratori. E' ora che nel nostro Paese vengano adottate misure stringenti che prevengano l'abusivismo e la contraffazione, anche con un maggior sforzo in termini di comunicazione istituzionale e pubblicità e che venga rivista la normativa che disciplina il “made in Italy”. Il Governo italiano – aggiunge Badiali – deve adoperarsi presso le idonee sedi comunitarie ed internazionali per difendere la presenza dei nostri prodotti, con condizioni di reciprocità, sul mercato nazionale ed internazionale”.
L'assessore ha spiegato che la crisi economica e finanziaria che si è manifestata dallo scorso anno ha avuto un impatto rilevante sul comparto moda, che ha registrato una forte contrazione della domanda e difficoltà crescenti di accesso al credito. In particolare Badiali ha sottolineato la crisi finanziaria della ITTIERRE Holding, azienda molisana che opera in dieci regioni e che nelle Marche è legata a ben 140 imprese. La Regione Marche ha aperto una casella dedicata di posta elettronica per raccogliere indicazioni da parte delle aziende marchigiane coinvolte (e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).
“Se oltre a subire battute d'arresto per via della difficile congiuntura internazionale – ha aggiunto l'assessore - perdiamo anche fette di mercato per forme di concorrenza sleale usciremo dalla crisi molto indeboliti sui mercati internazionali che ci hanno visto leader per molti anni, con il rischio di perdita di posti di lavoro e di importanti quote di fatturato. Per questo, grazie al ruolo che le Marche ricoprono come coordinatrici nella Commissione Attività produttive, ho investito della questione – sottolinea Badiali – tutti gli assessori regionali del settore perché ritengo vitale che tutte le Regioni condividano una strategia comune. Allo stesso modo ho chiesto ai Prefetti e alla Guardia di Finanza, per quanto di loro competenza, di adoperarsi per difendere le nostre produzioni e raddoppiare gli sforzi per contrastare l'abusivismo e la contraffazione. Ringrazio infine il partenariato economico e sociale per la preziosa collaborazione prestata promuovendo iniziative analoghe sul nostro territorio”.

 

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Questo il documento proposto dal Sindaco Luciano Ruffini, al termine della seduta del Consiglio Comunale aperto dedicato a dibattere sulla situazione dell'occupazione a Tolentino, approvato all'unanimità e scaturito dalle due mozioni presentate, nel corso dei lavori, dalla maggioranza e dalla opposizione.

Il Consiglio comunale, all'unanimità,
1) Esprime concreta vicinanza e solidarietà ai lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione.
2) Sostiene le posizioni ed i diritti dei lavoratori e della Rsu di Poltrona Frau e Pelletterie 1907.
3) Impegna la Giunta comunale:
a) ad utilizzare tutti gli strumenti per indurre la dirigenza di Poltrona Frau ad un atteggiamento responsabile, necessario a continuare il confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali, scongiurando i licenziamenti e l'impoverimento dello stabilimento di Tolentino;
b) a sollecitare il management di Poltrona Frau a mantenere fede agli impegni assunti anche con la città di Tolentino per fare di Poltrona Frau la capogruppo di un progetto competitivo a livello internazionale;
c) a facilitare l'incontro e l'eventuale subentro di una nuova società alla guida di Pelletterie 1907 in grado di risanare l'azienda e assicurare ai lavoratori il giusto e meritato salario;
d) ad istituire, per i lavoratori di Pelletterie 1907 che ne facessero richiesta, un “prestito d'onore”, attingendo dal fondo di solidarietà istituito nel bilancio preventivo 2009 ed anche in collaborazione con le istituzioni e gli istituti finanziari del territorio, da erogare direttamente ai lavoratori, che dovranno restituirlo in due anni senza alcun interesse, con modalità condivise tra Amministrazione e richiedente;
e) a sensibilizzare le istituzioni del territorio e gli istituti finanziari per il reperimento di risorse finalizzate alla solidarietà immediata ed alla promozione ed al rilancio delle imprese artigiane, commerciali, agricole o industriali;
f) a sostenere il commercio a Tolentino e le posizioni dei lavoratori di questo settore, favorendo le iniziative nel centro storico e negoziando posizioni condivise in merito al Piano Pace con particolare riferimento al comparto C1, extraresidenziale.
4) Chiede a tutte le istituzioni di prendere in seria considerazione la situazione complessiva del territorio, al fine di far si che il famoso “modello marchigiano” possa continuare a svilupparsi e possa ancora costituire lo strumento principale di sviluppo civile e sociale della nostra regione.

Del resto nel corso del suo intervento il Sindaco Luciano Ruffini aveva ricordato che l'attuale crisi parte da lontano nel tempo (dall'inizio degli anni ‘90) ed ha coinvolto tutto il mondo, prima dal punto di vista finanziario e poi dell'economia reale, come mai era avvenuto in precedenza. Questa crisi – ha detto Ruffini - tocca duramente e molto da vicino il nostro territorio senza che se ne intraveda la fine: se infatti può apparire superata la fase mediatica – quella del crollo delle borse, della finanza, del fallimento tout cort delle imprese – purtroppo la crisi reale – quella che riguarda i cittadini, le famiglie e il lavoro – appare ancora in una fase ascendente, la cui durata temporale sfugge se non in proiezioni che rimandano al 2010 la ripresa del PIL. Le vicende e le cronache di questi mesi tuttavia raccontano di cambiamenti nei modelli di sviluppo e di consumo che stentano a prendere forma mentre nel profondo si spera e si opera affinché il sistema, con qualche intervento di lifting, possa ripartire com'era nel recente passato senza chiedersi troppo se ciò sia ancora possibile o sia auspicabile. Il recente passato è quello della globalizzazione spinta, delle delocalizzazioni, delle “code produttive”, delle riorganizzazioni delle grandi aree urbane e dei flussi migratori senza alcun ordine o controllo. E' anche quello dell'esportazione economico-militare del modello di democrazia occidentale che si confronta e si scontra con il terrorismo e con i massimalismi di natura religiosa, economica e territoriale. Tutto ciò, anche se sembra lontano ed al di fuori del nostro controllo, influenza direttamente la nostra vita e lo sviluppo del nostro territorio. I dati dell'ultimo anno, infatti, rappresentano il “modello marchigiano” in notevole difficoltà con perdita di quote nell'esportazione e crescenti problemi delle nostre imprese manifatturiere. Sicuramente ci sono delle eccezioni in cui il “talento”, la “grinta” e la “preveggenza” dei marchigiani continua ad agire proficuamente e che rappresentano i punti di forza della nostra economia e del nostro modello. Nei settori non di nicchia, “aperti alla concorrenza” ed in cui la tecnologia e le competenze sono generaliste e di mercato però, l'imprenditoria della nostra regione soffre di un ridimensionamento sostanziale. Non sono estranei nemmeno da noi la progressiva delocalizzazione dei segmenti “poveri” e delle “code” produttive che riguardano la pelletteria, la maglieria ed alcune componentistiche. Il “made in Italy”, su cui a lungo le Marche hanno costruito il loro successo, diversamente da altri paesi nei quali prevalgono l'innovazione tecnologica, la ricerca scientifica, la forza dell'economia reale, il rigore del metodo, si caratterizza per il l'eccellenza ed il primato del “saper fare” che promanano dal territorio, dalla sua cultura, dalla sua gente, dalla sua storia, dal modo di essere e di proporsi della “gente marchigiana” che rappresenta – come dice uno slogan – “l'Italia in una regione”. Il primato del “made in Tolentino” – a sua volta – non è un primato legato ai brevetti, alla tecnologia spinta, alla divisione del lavoro, ma è legato a concetti non negoziabili, come il “sapore”, “la tradizione”, “la riservatezza e l'accoglienza”, e così via. Pensare che questi beni siano fungibili e scambiabili “solo” con una migliore e più razionale organizzazione può costituire un errore fatale sul quale riflettere. Anche per questo l'Amministrazione ha aperto un tavolo di consultazione con i principali componenti dell'imprenditoria locale e con le rappresentanze dei lavoratori, che si è riunito per la prima volta lo scorso 23 luglio, al fine di evidenziare le difficoltà e proporre le possibili soluzioni alla difficile situazione attuale. La storia di Tolentino è storia di imprenditoria e lungimiranza, grazie alle quali da sempre la città sostiene l'insediamento di imprese sul proprio territorio: nel recente passato infatti, a partire dagli anni '60, la disponibilità di aree produttive e di servizi all'impresa hanno fatto di Tolentino uno se non “il” centro imprenditoriale della Provincia. A questo va aggiunta una pianificazione urbanistica attenta alle esigenze di una crescita armonica della città, delle sue esigenze abitative e di sviluppo complessivo, non solo economico. A questo proposito va ricordata l'ideazione dell'Azienda Comunale Servizi per la produzione e la distribuzione di elettricità per usi civili ed industriali; la distribuzione la potabilizzaione e la depurazione dell'acqua potabile; la distribuzione del gas e recentemente la gestione di impianti di produzione ad energie rinnovabili. Va ricordato anche che oggi l'azienda è impegnata in un percorso di ampliamento dei servizi a tutto l'entroterra con un progetto che mette insieme la migliore storia e la migliore tradizione nei servizi della comunità di Tolentino e San Severino. Tra i servizi di natura commerciale l'impianto termale che ha compiuto 70 anni e sul quale sono avviati progetti di potenziamento ed adeguamento al mercato di settore. Sul fronte dello sviluppo la città ha in fase avanzata un progetto di valorizzazione mirata al territorio che prevede un ampliamento dell'offerta di servizi, per rinnovare la vocazione di riferimento per l'entroterra. Un progetto che parte da lontano, tarato e costruito sulle esigenze di oggi e domani e realizzato con gradualità ed in rapporto dialettico con le categorie economiche e la città, vedrà la realizzazione di servizi innovativi, servizi alla persona, servizi al terziario per di circa 340.000 mc con destinazione residenziale, di pubblica utilità e di servizio a vocazione comprensoriale. Su questo occorrerà confrontarsi, ma l'atteggiamento non può essere quello del rifiuto pregiudiziale di una grande opportunità di cambiamento e di sviluppo per la città ed il territorio. Altri possono poi essere i volani di un nuovo sviluppo della città, come la programmata Cittadella dello Sport, la ricostruzione del Teatro Vaccaj, la delocalizzazione e l'ampliamento delle aree produttive di concerto con i privati e la provincia.

 

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5.000 biglietti, 30 persone impegnate per tre giorni, 20 tir, 200 tra tecnici, facchini e personale vario, 45 tra medici infermieri e volontari della Croce Rossa Italiana, 45 volontari della Protezione Civile, oltre 50 agenti tra Carabinieri, Polizia, Finanza, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale, 40 giornalisti accreditati, un hotel completamente riservato per la produzione tecnici e musicisti. Sono questi alcuni dei numeri forniti dalla Tonico Service all'indomani del grande concerto di Antonello Venditti, tenutosi venerdì 31 luglio, alla Stadio della Vittoria di Tolentino.
Il grande evento, in esclusiva regionale, ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni che già dalle 18 ha cominciato ad affluire allo stadio e che è stato fortemente voluto ed organizzato da Tonico Service, un gruppo di cinque giovani tolentinati, Fabio Quacquarini, Daniele Mari, Marco Pistacchi, Michele Passarini e Diego Evangelista, grandi appassionati della musica, che hanno voluto cimentarsi con questa “avventura” animati dallo spirito di chi vuole promuovere un importante concerto di un grande cantautore, coinvolgendo Tolentino ed il territorio circostante.
Nel corso di una conferenza stampa gli organizzatori hanno ringraziato tutte le persone che hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione ed in particolare l'Associazione Turistica Pro Loco TCT ed il Presidente Edordo Mattioli e Luca Romagnoli che si è occupato della comunicazione e delle relazioni pubbliche della manifestazione.
Un ringraziamento è andato anche all'Amministrazione comunale ed agli sponsor quali il Cosmari, l'Unione Sportiva Tolentino, l'Hotel 77, La Pizzeria La Briciola.
Gratitudine per la collaborazione anche alle forze dell'ordine, alla polizia municipale, alla protezione civile, alla croce rossa, agli operai dell'ufficio tecnico comunale.
Da registrare una affluenza di pubblico proveniente, oltre che dalla Regione Marche anche dalla Toscana, dall'Umbria e dalla Romagna. Molto soddisfatti tutti i presenti, oltre che per l'ottima organizzazione – il nucleo di coordinamento generale ha funzionato in maniera ineccepibile – anche per l'esibizione di Antonello Venditti che, insieme ai suoi musicisti, per due ore, ha proposto il meglio del proprio repertorio.
Molto riconoscenti anche gli operai di Pelletterie 1907 e di Poltrona Frau per le parole che il cantautore romano ha voluto dedicare loro, oltre al concerto stesso.
Ora la Tonico Service è già al lavoro per programmare un nuovo evento da proporre nei prossimi mesi.
 

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